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Luoghi di Interesse
Bari - Itinerario PDF Stampa E-mail

300px-Bari_Basilica_San_Nicola2Destinazione obbligata per chi fa tappa in città è Bari Vecchia, da qualche tempo riqualificata. Dalla vecchia Darsena, con il castello Normanno Svevo, si entra nella cittadella nicolaiana, una penisola delimitata dalle mure medievale e che ruota a turno  alla Basilica di San Nicola, patrono della città. Si passeggia tra i  vicoli pedonali  dove ancora si nascondono  vecchie botteghe, edicole religiose e soprattutto ristoranti,concetrati tra piazza Mercantile e piazza Ferrarese , dove si trova anche il mercato  del pesTeatro Margherita negli anni 80ce. Parte da qui Corso Vittorio Emanuele II, linea di confine dell'ottocentesco quartiere Murat; il corso  è il sdalotto della città con i suoi bar per l'aperitivo tutti allineati sul maricapiede alberato del corso , come Blanc de Noir e Momò.  Per lo shopping si oltrepassa  il Teatro Margherita, costruito sull'acqua, e da corso Cavour, con il teatro più fasmoso della città , il Petruzzelli, e i primi negozi, ci si dirige nell'elegante Via Sparano, la strada pedonale con le vetrine più belle.  La passione di Bari_Teatro_Petruzzelli_2008_InternoBari per il teatro è nota difatti Il Teatro Petruzzelli è il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa. Per  uno spaccato della Bari  di un tempo bisogna cercare le pastaie che si instalano lungo le strade tra l'Arco Alto e l'Arco Basso, e qui preparano le celebri orecchiette.Per concludere manca solo una cena a base di pesce,cotto o crudo, das La Bul (via Villari 52) oppure un'immersione  nella "baresità" autentica, con piatti di verdure, nel più informale Dietro le Quinte (via Cognetti 21), accanto al teatro Petruzzelli.


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Valle D'Itria - Itinerario PDF Stampa E-mail

Sono circa 15.000 i trulli della Valle d'Itria, disseminatiTrulli_Alberobello  tra Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e naturalmente Alberobello dove se ne contano oltre un migliaio. un etinerario per scoprire le bellezze di questa valle , dall'arte alla gastronomia.

La costruzione dei trulli cominciò con un tentativo di evasione fiscale. Nel 1635 Gian Girolamo Acquaviva, conte di Conversano, conosciuto come Quercio di Puglia, richiamò i contadini per creare il suo feudo nella zona di Alberobello,concedendo di costruire abitazioni  che però potessero esser "smontate"  facilmente: in caso di ispezione regia bastava infatti  estrarre un elemento (la chiave del trullo) e le pietre delle casedde costruite a secco  si sparpagliavano a terra, in barba alle leggi che tassavano il feudatario sulla base delle abitazioni. Nacquero così i trulli che hanno fatto  la fortuna della Valle d'Itria.

La Strada che da Bari Porta nella Valle dei Trulli è una graduale  Immersione  in paesaggi fatati, come fossero la scenografia di una fiaba. I primi  trullli spuntano già lungo la strada, isolati tra distese  di ulivi  e frutteti.  Ma è ad Alberobello  che si ha la maggiore concentrazione . Solo qui  se ne contano circa 1.500. Arrivati in città, salite al Rione Aia Piccola, la zona meno sfruttata dal turismo   e con trulli non ancora tirati a lucido, e osservate la fitta distesa di case a cono di Rione Monti, dove se ne contano un migliaio.
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Musei

 

Il Salento è una terra ricca di arte , dove vari stili si sono incontrati negli anni delle varie dominiazioni.  Elenco dei principali musei nel Salento :

Lecce:

Pinacoteca d'Arte Francescana (via Imperatore Adriano, 79, tel. 0832/312160)

Museo provinciale "Sigismondo Castromediano" (viale Gallipoli, 28, tel. 0832/307415)

Museo delle tradizioni popolari (abbazia di S. Maria delle Cerrate - Marina di Casalabate, tel. 0832/361176)

Museo missionario cinese e di storia naturale (via Monte San Michele, 4, tel. 0832/392580)

Alezio:

Museo civico messapico (via Kennedy - tel. 0833/281020 - 0833/202074)

Calimera:

Museo civico di Storia naturale del Salento (via Europa, 95 - tel. 0832/875301)

Campi Salentina:

Museo pompilliano (via Pirrotta, 2 - tel. 0832/791034)

Cutrofiano:

Museo comunale della ceramica (via Umberto I, 64 - tel. 0836/512461)

Gallipoli:

Museo civico "Barba" (via Antonietta De Pace, 118 - tel. 0833/264224)

Martano:

Museo della civiltà del lavoro (assessorato alla Cultura - tel. 0836/575272)

Maglie:

Museo civico di Paleontologia e di Paletnologia (Palazzo Capece, via Umberto I - tel. 0836/423198)

Nardò:

Museo del mare (via Marinai D'Italia; tel. 0833/871388);

Otranto:

Museo diocesano di Arte sacra (Palazzo Lopez y Rojo, piazza Basilica, 2 - tel. 0836/801133 – 0836801382);

Parabita:

Museo pinacoteca "Enrico Giannelli" (Palazzo Ferrari, via Vittorio Emanuele II, 5 - tel. 0833/593109);

Poggiardo:

Museo della civiltà messapica (Palazzo Baronale di Vaste)

Museo degli affreschi bizantini (piazza Episcopo - tel. 0863/901221)

Presicce:

Museo della civiltà contadina (piazza del Popolo - tel. 0833/726188)

Porto Cesareo:

Stazione di Biologia Marina (Dipartimento di Biologia, via Russo, 16
tel. 0833/569502-0832/320615)

San Cesario:

Museo civico di Arte contemporanea (Palazzo Ducale, Piazza Garibaldi, 16 - tel. 0832/205366)

Santa Maria di Leuca:

Museo di Arte contemporanea e moderna "Vito Mele" (tel: 0833758822)

Tuglie:

Museo della civiltà contadina e delle tradizioni popolari del Salento (c/o Palazzo Ducale, via Venturi - tel. 0833/596038)

Ugento:

Museo civico archeologico "Salvatore Zecca" (via della Zecca, 1 - tel. 0833/555819)

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Cripte Bizantine

Numerose sono le chiese rupestri dipinte con motivi religiosi in epoca medioevale, luoghi di antico culto ricavati in antri naturali, secondo la tradizione dai monaci basiliani provenienti dall'Oriente,spesso però non vi sono dati certi per tale ipotesi, le cui volte e pareti sono ricoperte da pitture in stile bizantino. Rilevante è l'esempio della Chiesa rupestre Ss.Annunziata, con la omonima cripta a Lizzano, in cui sono presenti più di 22 affreschi del IX secolo; oppure la cripta di Santa Cristina a Carpignano Salentino datata 959 e dipinta da Teofilatto. Note sono anche quelle di Vaste, frazione di Poggiardo, la grotta di San Biagio a San Vito dei Normanni, quella del Crocefisso nei pressi di Casarano, la cripta di Sant'Angelo nel territorio di Lizzano, o la cripta della Madonna del Gonfalone, così chiamata dall'immagine raffigurante la Vergine Maria posta alle spalle dell'altare, nei pressi di Sant'Eufemia, frazione di Tricase.

Nel territorio Salentino molte sono le località che annoverano cripte bizantine ed esattamente:

 

La cripta di Santa Marina a Muro Leccese

La Madonna del Gonfalone a Tricase

La cripta di Santa Marina a Miggiano

La cripta Coelimanna a Supersano

La cripta della Favana a Veglie

La cripta di Santa Apollonia nel borgo di San Dana nel Capo di Leuca

La cripta Santa Maria degli Angeli e i SS. Stefani a Poggiardo e a Vaste

La cripta di Santa Marina e Cristina a Carpignano Salentino

Poi ancora Giurdignano, Casarano, Gallipoli, Ruffano, Ortelle, Otranto (con i resti del faro di civiltà di san Nicola di Casole), Sanarica, San Cassiano, Specchia, Squinzano, la chiesa rupestre del Crocefisso a Ugento, Giuliano, per toccare con mano quanta passione e quanto trasporto hanno animato i colori degli anonimi affrescatori delle chiese rupestri e rurali salentine.

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Dolmen

 Dolmen Salentino I Dolmen sono camere funerarie di tipo megalitico costituite da più ortostati infissi nel terreno e da una lastra di copertura monolitica.
Il termine Dolmeri, tratto dall'antica lingua bretone, significa "Tavola di Pietra". Essi erano utilizzati come sepolture multiple di inumati in posizione fetale. I Dolmen salentini mancano del dromos e sono databili pertanto a partire dal VI-V millennio.

 

 


Il Dolmen rappresenta il primo esempio, di architettura con caratere di culto, espressione del cercato rapporto con una dimensione ultraterrena che umanizza la nostra specie.
Notevoli presenze dolmeniche a Maglie, Melendugno, Minervino, Giurdignano, Giuggianello.

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