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Luoghi di Interesse
Menhir

I menhir sono blocchi di pietra grezza di sezione rettangolare (più rari quelli a sezione quadrata), alti da 1, 5 a 5-6 metri e infissi nel terreno per circa 1 metro. Alcuni storici fanno risalire l’origine dei menhir all’Età del Ferro, altri invece ad un’epoca più recente. Diffusosi tra III e II millennio avanti Cristo nell’Europa del Nord (Francia e isole britanniche). Il menhir sembra sia stato utilizzato nel Salento in epoca romana come arcaico segnale stradale, visto che si trova spesso in corrispondenza di quelli che erano gli incroci e i più importanti tracciati viari del tempo.


Indubbia rimane in ogni caso la loro fortissima valenza religiosa e culturale, tanto che il Cristianesimo ha sovrapposto i propri simboli rituali a queste testimonianze di culti pagani; è possibile infatti trovare tracce di croci che sono state incise sulle facce questi megaliti. I menhir salentini sono molto numerosi e sparsi sul territorio, quindi se ne possono individuare un discreto numero semplicemente facendo una passeggiata per le vie di campagna o aguzzando lo sguardo ai bordi delle strade.


Una leggenda vuole che sotto i menhir siano custoditi favolosi tesori per impossessarsi dei quali è indispensabile seguire questo rituale: a mezzanotte due persone devono appoggiarsi con le spalle alle pareti del monolite il quale, sollevandosi da terra, schiaccerebbe uno dei due, quello con l’animo meno puro; al sopravvissuto spetterebbe poi la lauta ricompensa.
Questo ed altri racconti testimoniano della fortissima valenza simbolica che i menhir hanno avuto per l’uomo. Nel Salento sono numerosi i Menhir ritrovati, anche se in parte distrutti. Fra questi spicca il menhir di "S. Totaro" a Martano che sembrerebbe il menhir più alto fra quelli esistenti in Italia e che si trova in pieno centro abitato.

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Luoghi di Interesse

Il Salento è una terrà piena di curiosità e di zone da visitare infatti la CEE ha definito molte località dell'area mediterranea "siti di interesse comunitario" (SIC), per importanza ambientale.

Ecco un elenco dei principali:

Valle d'Itria

Sono circa 15.000 i trulli della Valle d'Itria, disseminati  tra Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e naturalmento Alberobello dove se ne contano oltre un migliaio. un etinerario per scoprire le bellezze di questa valle , dall'arte alla gastronomia.

Le coste salentine

Le coste sono ampie e sabbiose soprattutto sul Mar Ionio, le cui acque sono caratterizzate a questa latitudine da una trasparenza e da cromatismi rari; spettacolari sono le scogliere a picco sul mare, soprattutto sul Mare Adriatico.

Le grotte carsiche

Le grotte si aprono lungo la costa orientale, incastonate nelle ripide scogliere che partendo da Santa Maria di Leuca giungono a Punta Palascìa (Otranto). Tali formazioni di natura carsica in corrispondenza di Castro, assumono un notevole sviluppo, di cui la Grotta Zinzulusa ne è il più significativo esempio, e al cui interno sono stati rinvenuti pittogrammi e vari reperti paleontologici, che insieme a quelli della vicina Grotta Romanelli sono per la maggior parte custoditi ed esposti nel museo di Maglie.

Gli oliveti

Le distese di alberi di olivo nelle campagne, sono state inserite nel 2007 nell'elenco dei 100 luoghi italiani da salvare dal Fondo per l'ambiente italiano.

L'Oasi protetta dei Laghi Alimini

L'oasi costituisce uno dei luoghi naturali più pregiati del Salento, con un ecosistema che ospita varie specie animali e vegetali e costituiscono una "Zona di Protezione Speciale" (ZPS), proposta come Sito di Importanza Comunitaria europeo (pSIC). Tra i maggiori luoghi di pregio dell'oasi dei laghi Alimini, è da segnalare sulla costa la Baia dei Turchi.

La Riserva naturale statale Torre Guaceto

La riserva si estende per circa 1.200 ha presentando un fronte marino che si sviluppa per 8.000 mt. L'area è configurata come un rettangolo più o meno regolare, con una profondità media di 3.000 metri, attraversata e divisa dalla strada statale 379. Una significativa varietà di ambiti diversificati si succedono in questo tratto costiero per alcune centinaia di metri verso l'entroterra. Al suo interno vi sono piccole zone umide che si formano durante e dopo le piogge e che scompaiono nei periodi più caldi, ed alcune risorgive di acqua dolce anche esse stagionali.

Il Parco delle Cesine

Il nome del parco trae origine dalle "cesine", stagni acquitrinosi sulla costa adriatica, è una zona umida formata dagli stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalla pioggia e divisi dal mare da dune sabbiose.

Il Parco di Porto Selvaggio e Palude del Capitano

Il parco, istituito nel 2006, comprende sia la zona del parco naturale attrezzato (istituito nel 1980) sia la palude (classificata come area naturale nel 1997). La costa è rocciosa e frastagliata, e caratterizzata da pinete e macchia mediterranea. Lungo il litorale sono dislocate le affascinanti Torre dell'Alto e Torre Uluzzo.

L'Isola di Sant'Andrea

L'isola, sulla costa ionica, si estende per circa cinque ettari e dista poco più di un miglio dal centro storico di Gallipoli. È completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i tre metri. Questa caratteristica, che porta l'isola ad essere spazzata dai marosi in caso di forte vento, la rende poco adatta ad ospitare una ricca vegetazione.

L'Oasi Palude La Vela

La palude, sulle sponde del Mar Piccolo di Taranto, è un'area naturale protetta di proprietà demaniale a valenza naturalistico-ambientale. L'ambiente è prevalentemente di tipo palustre, con canneto e macchia mediterranea, ampi acquitrini e zone periodicamente sommerse.

Il Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase

Il parco comprende anche la zona dove sorge il faro di Punta Palascìa, punto più orientale d'Italia. L'istituzione dell'area protetta, dislocata lungo la costa orientale del Salento (costa alta a picco sul mare), mira a conservare e recuperare le specie animali e vegetali; salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici; incrementare la superficie e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti naturali.

Il Parco Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo

Il parco, sulla costa adriatica, presenta habitat e ambienti costieri di elevato interesse naturalistico e paesaggistico, ed è rientrato nel progetto "Habitat prioritari" istituito dalla Direttiva n. 92/43/CEE. Presenta una vegetazione alofila e numerose dune ricoperte da macchia mediterranea, particolare ginepri (Juniperus oxycedrus e Juniperus phoenicea), lecci e garighe di Euphorbia spinosa.

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