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Destinazione obbligata per chi fa tappa in città è Bari Vecchia, da qualche tempo riqualificata. Dalla vecchia Darsena, con il castello Normanno Svevo, si entra nella cittadella nicolaiana, una penisola delimitata dalle mure medievale e che ruota a turno alla Basilica di San Nicola, patrono della città. Si passeggia tra i vicoli pedonali dove ancora si nascondono vecchie botteghe, edicole religiose e soprattutto ristoranti,concetrati tra piazza Mercantile e piazza Ferrarese , dove si trova anche il mercato del pesce. Parte da qui Corso Vittorio Emanuele II, linea di confine dell'ottocentesco quartiere Murat; il corso è il sdalotto della città con i suoi bar per l'aperitivo tutti allineati sul maricapiede alberato del corso , come Blanc de Noir e Momò. Per lo shopping si oltrepassa il Teatro Margherita, costruito sull'acqua, e da corso Cavour, con il teatro più fasmoso della città , il Petruzzelli, e i primi negozi, ci si dirige nell'elegante Via Sparano, la strada pedonale con le vetrine più belle. La passione di Bari per il teatro è nota difatti Il Teatro Petruzzelli è il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa. Per uno spaccato della Bari di un tempo bisogna cercare le pastaie che si instalano lungo le strade tra l'Arco Alto e l'Arco Basso, e qui preparano le celebri orecchiette.Per concludere manca solo una cena a base di pesce,cotto o crudo, das La Bul (via Villari 52) oppure un'immersione nella "baresità" autentica, con piatti di verdure, nel più informale Dietro le Quinte (via Cognetti 21), accanto al teatro Petruzzelli.
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